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	<title>Economia e Società Regionale - Rivista quadrimestrale Archivi - IRES Emilia Romagna</title>
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	<description>Istituto Ricerche Economiche Sociali</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 May 2026 16:34:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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	<title>Economia e Società Regionale - Rivista quadrimestrale Archivi - IRES Emilia Romagna</title>
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	<item>
		<title>economia e società regionale XLIV(1) 2026 – La sanità territoriale e la sfida ai cambiamenti demografici e sociali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 16:34:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Società Regionale - Rivista quadrimestrale]]></category>
		<category><![CDATA[I fascicoli]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ESR]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo numero di ESR si inserisce nel dibattito sulla riforma dell’assistenza territoriale. I territori, infatti, rappresentano contesti privilegiati nei quali gli indirizzi normativi nazionali vengono tradotti in pratiche organizzative concrete&#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/it_it/economia-e-societa-regionale-xliv1-2026-la-sanita-territoriale-e-la-sfida-ai-cambiamenti-demografici-e-sociali/">economia e società regionale XLIV(1) 2026 – La sanità territoriale e la sfida ai cambiamenti demografici e sociali</a> proviene da <a href="https://ireser.it/it_it">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Questo numero di ESR si inserisce nel dibattito sulla riforma dell’assistenza territoriale. I territori, infatti, rappresentano contesti privilegiati nei quali gli indirizzi normativi nazionali vengono tradotti in pratiche organizzative concrete e dove è possibile osservare, con maggiore chiarezza, le opportunità e le criticità dei processi di innovazione istituzionale. I contributi qui raccolti affrontano il tema da prospettive diverse – economica, organizzativa, sociologica e di policy – ma convergono su un interrogativo comune: in che modo i sistemi territoriali possono rispondere alla crescente complessità dei bisogni di salute e di cura? Viene evidenziato come la costruzione di una sanità territoriale efficace dipenda non soltanto dalla disponibilità di risorse o dalla presenza di nuove strutture organizzative, ma anche dalla capacità dei territori di sviluppare forme di integrazione tra professionisti, istituzioni e comunità.<br>Emergono inoltre alcune possibili linee di sviluppo per la ricerca futura:<br>– la necessità di approfondire i meccanismi attraverso cui le riforme nazio-nali vengono implementate nei diversi contesti regionali e locali;<br>– l’urgenza di strumenti analitici capaci di cogliere le interazioni tra dimen-sioni sanitarie e sociali della cura per rispondere alla crescente complessità dei bisogni;<br>– l’esigenza di sviluppare indicatori e sistemi di valutazione in grado di misurare non soltanto le dotazioni strutturali dei servizi territoriali, ma anche la loro effettiva capacità di presa in carico, continuità assistenziale ed equità di accesso.<br>In questa prospettiva la sanità territoriale può essere interpretata come uno dei principali terreni di innovazione del welfare contemporaneo. La sfida dei prossimi anni sarà quella di consolidare le esperienze in corso, rafforzare l’integrazione tra servizi e garantire che i principi di equità, universalismo e sostenibilità continuino a orientare l’evoluzione del Ssn.</p>



<p><strong>Tema monografico</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Barbara Bonvento, Vincenzo Rebba</strong>: <a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2026/05/2_BonventoRebba_Introduzione_pp7-12.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La sanità territoriale e la sfida ai cambiamenti demografici e sociali. Introduzione al tema monografico</a></li>



<li><strong>Enza Caruso</strong>: <a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2026/05/3_CarusoAbstract.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’Assistenza domiciliare integrata. Un modello abbandonato per la Long-term Care</a></li>



<li><strong>Laura Pelliccia</strong>: <a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2026/05/4_PellicciaAbstract.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le cure domiciliari quale pilastro della nuova sanità territoriale: stato dell’arte e prospettive</a></li>



<li><strong>Maria Bezze, Cinzia Canali, Devis Geron, Tiziano Vecchiato</strong>: <a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2026/05/5_BezzeCanaliGeronVecchiatoAbstract.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ripensare l’integrazione sociosanitaria: chi paga che cosa</a></li>



<li><strong>Fabjola Kodra:</strong> <a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2026/05/6_KodraAbstract.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La medicina di prossimità in provincia di Modena: implementazione del DM 77 nella cornice Pnrr</a></li>



<li><strong>Fabjola Kodra, Paolo Vacondio</strong>: <a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2026/05/7_KodraVacondioAbstract.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le cure palliative in provincia di Modena: nodi della rete e implicazioni sociali del fine vita</a></li>



<li><strong>Barbara Bonvento, Vincenzo Rebba</strong>: <a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2026/05/8_Intervista-a-RighettiCgilVeneto_pp94-96.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il sindacato e la sanità territoriale. Intervista a Paolo Righetti</a></li>
</ul>



<p><strong>Saggi e ricerche</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cristina Ugolini, Matteo Lippi Bruni:</strong> <a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2026/05/9_UgoliniLippiBruniAbstract.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le cure territoriali in Emilia-Romagna tra sfide demografiche, continuità e innovazione</a></li>



<li><strong>Barbara Bonvento</strong>: <a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2026/05/10_BBonventoAbstract.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Equità territoriale e risposta socio-sanitaria in Veneto</a></li>
</ul>



<p><strong>Idee in discussione</strong></p>



<p><em><a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2026/05/11_Recensione-di-Bernardi-a-Schiavone_pp139-143.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Videogiochi e destino</a></em>&nbsp;– Recensione di&nbsp;<strong>Bruno Bernardi&nbsp;</strong>a&nbsp;<em>Occidente senza pensiero</em>&nbsp;(2025) di Aldo Schiavone. Bologna: il Mulino</p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/it_it/economia-e-societa-regionale-xliv1-2026-la-sanita-territoriale-e-la-sfida-ai-cambiamenti-demografici-e-sociali/">economia e società regionale XLIV(1) 2026 – La sanità territoriale e la sfida ai cambiamenti demografici e sociali</a> proviene da <a href="https://ireser.it/it_it">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VISIBILITÀ E INVISIBILITÀ NEL LAVORO:IL RUOLO DELL’AZIONE SINDACALE PER COMPRENDERE E AGIRE &#124; Economia e Società Regionale XLIII(3) 2025</title>
		<link>https://ireser.it/it_it/visibilita-e-invisibilita-nel-lavoroil-ruolo-dellazione-sindacale-per-comprendere-e-agire-economia-e-societa-regionale-xliii3-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RedazioneIRES]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Società Regionale - Rivista quadrimestrale]]></category>
		<category><![CDATA[I fascicoli]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo numero di ESR riprende la discussione avviata durante il IX convegno SISEC (Pavia 2025) proponendosi di tenere aperto il confronto fra organizzazione sindacale e comunità scientifica sul tema dell’invisibilità&#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/it_it/visibilita-e-invisibilita-nel-lavoroil-ruolo-dellazione-sindacale-per-comprendere-e-agire-economia-e-societa-regionale-xliii3-2025/">VISIBILITÀ E INVISIBILITÀ NEL LAVORO:IL RUOLO DELL’AZIONE SINDACALE PER COMPRENDERE E AGIRE | Economia e Società Regionale XLIII(3) 2025</a> proviene da <a href="https://ireser.it/it_it">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p id="block-4678353f-c64e-41b4-b050-16dfd8ff50c5">Questo numero di ESR riprende la discussione avviata durante il <a href="https://sisec.it/convegni/ix-convegno-sisec-pavia-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IX convegno SISEC</a> (Pavia 2025) proponendosi di tenere aperto il confronto fra organizzazione sindacale e comunità scientifica sul tema dell’invisibilità del lavoro che rappresenta oggi una chiave interpretativa decisiva per comprendere le trasformazioni delle economie contemporanee. L’invisibilità di una quota crescente di attività lavorative – dal lavoro di cura non riconosciuto al lavoro domestico e migrante, dal lavoro su piattaforma ai segmenti in appalto e subappalto, fino alle forme ibride tra autonomia e subordinazione – non costituisce un’anomalia contingente, ma un dispositivo strutturale di organizzazione del lavoro e di trasferimento dei costi sociali.</p>



<p id="block-b37fd95b-9995-479a-b8e4-506d7485dfeb">Lungi dall’essere un fenomeno marginale, l’invisibilità appare connaturata alle dinamiche di valorizzazione proprie dell’economia capitalista e innesca un meccanismo che produce una gerarchizzazione tra lavori, giustificando il mancato riconoscimento di attività fondamentali e attribuendo centralità ad attività capaci di generare valore economico. Investe così la dimensione sociale, economica e politica dell’esperienza lavorativa, traducendosi in mancato riconoscimento, perdita di diritti e di cittadinanza, isolamento dalle reti di rappresentanza, erosione della partecipazione democratica. Risulta perciò urgente per il sindacato non soltanto estendere la rappresentanza e tradurre la visibilità in diritti e tutele, ma anche intervenire sulla gerarchia sociale tra lavori produttivi e riproduttivi, per ridefinire il valore del lavoro e le sue metriche.</p>



<p id="block-4726a94d-6a75-4e82-a58b-44031c78af57">I saggi di questo numero intendono contribuire a ridefinire concettualmente il lavoro, documentare il valore del lavoro non<br>pagato e costruire mappature empiriche delle filiere in cui il lavoro è occultato.<br><a href="https://www.francoangeli.it/riviste/articolo/79503" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GIANLUCA DE ANGELIS, DANIELE DI NUNZIO, NICOLETTA MASIERO: Introduzione al tema monografico</a> – CHIARA BONAIUTI: Invisibilità del lavoro e democrazia sindacale: una prospettiva di ricerca su rappresentanza e partecipazione – FRANCESCA VALENTE: Donne e rappresentanza nel sindacato: il caso della Fai Cisl Piemonte – MASSIMILIANO D’ALESSIO, GIACOMA GIACALONE: L’occupazione del settore agricolo nel 2024. Analisi dei dati Inps – ELISA ERRICO, DANIELE DI NUNZIO: Ondate di calore e azione sindacale: verso un modello multi-livello di prevenzione dei rischi sul lavoro – GIULIA MAZZANTI: Relazioni sindacali e processi organizzativi: analisi di un contesto ad alta digitalizzazione – DANIELE DIECI, ETTORE GHIDONI, FERNANDO SIENA: Contrattare il reale: questione salariale e negoziazione nel caso di Modena</p>



<p id="block-d68ae506-07c4-4761-92f0-4c7ab26444d1"><strong>SAGGI E RICERCHE</strong><br>DAVIDE BUBBICO: Lavorare nella filiera del turismo tra precarietà occupazionale e riconfigurazione dell’economia urbana: il<br>caso della città di Matera<br>MARCO GAMBARO: I mercati e l’organizzazione dell’informazione locale: il caso della Lombardia</p>



<p id="block-a9dc24d2-ec53-4de6-b1f2-c4d4805ed5a3"><strong>IDEE IN DISCUSSIONE</strong><br>IL FUTURO ECONOMICO-SOCIALE DEL FRIULI: REGGERÀ IL PASSO DELL’INNOVAZIONE O SARÀ SEGNATO DAL DEPERIMENTO DEL “CAPITALE<br>UMANO”? &#8211; RECENSIONE DI BRUNO ANASTASIA A Economia e società in Friuli nell’era digital-globale. Roberto Grandinetti, a cura<br>di. Udine: Gaspari Editore 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/it_it/visibilita-e-invisibilita-nel-lavoroil-ruolo-dellazione-sindacale-per-comprendere-e-agire-economia-e-societa-regionale-xliii3-2025/">VISIBILITÀ E INVISIBILITÀ NEL LAVORO:IL RUOLO DELL’AZIONE SINDACALE PER COMPRENDERE E AGIRE | Economia e Società Regionale XLIII(3) 2025</a> proviene da <a href="https://ireser.it/it_it">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Presentazione di Economia e Società Regionale, 2/2024: Negoziare l&#8217;ambiente e il clima</title>
		<link>https://ireser.it/it_it/presentazione-di-economia-e-societa-regionale-2-2024-negoziare-lambiente-e-il-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RedazioneIRES]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 11:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Società Regionale - Rivista quadrimestrale]]></category>
		<category><![CDATA[Il sindacato visto da dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni industriali]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 9 dicembre, alle ore 13:30 nell&#8217;Aula 6 di Palazzo Hercolani, sede della scuola di Scienze Politiche dell&#8217;Università di Bologna, i curatori e la curatrice del fascicolo Negoziare l&#8217;ambiente e&#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/it_it/presentazione-di-economia-e-societa-regionale-2-2024-negoziare-lambiente-e-il-clima/">Presentazione di Economia e Società Regionale, 2/2024: Negoziare l&#8217;ambiente e il clima</a> proviene da <a href="https://ireser.it/it_it">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 9 dicembre, alle ore 13:30 nell&#8217;Aula 6 di Palazzo Hercolani, sede della scuola di Scienze Politiche dell&#8217;Università di Bologna, i curatori e la curatrice del fascicolo <em>Negoziare l&#8217;ambiente e il clima</em> (2/2024), Gianluca De Angelis, Francesca Gabbriellini ed Emanuele Leonardi, discutono dell&#8217;ultimo numero di ESR con alcuni degli autori e autrici dei capitoli del volume: Angelo Castellani, coautore di <em>Sindacato e politiche industriali in transizione. Il caso di Industria Italiana Autobus</em>; Giada Coleandro e Matteo Lupoli autrice e autore di <em>Lavoro e ambiente nella transizione energetica di Ravenna: un incontro difficile</em>.<br>Il seminario è organizzato nell&#8217;ambito della attività del <a href="https://centri.unibo.it/cidospel/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cidospel</a></p>



<p>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/it_it/presentazione-di-economia-e-societa-regionale-2-2024-negoziare-lambiente-e-il-clima/">Presentazione di Economia e Società Regionale, 2/2024: Negoziare l&#8217;ambiente e il clima</a> proviene da <a href="https://ireser.it/it_it">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Call for proposal ESR XLII(3) 2024. Il valore del tempo dentro e fuori gli ambienti di lavoro.</title>
		<link>https://ireser.it/it_it/call-for-proposal-esr-xlii3-2024-il-valore-del-tempo-dentro-e-fuori-gli-ambienti-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RedazioneIRES]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Apr 2024 13:15:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'ultima call]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ireser.it/?p=2556</guid>

					<description><![CDATA[<p>economia e società regionale&#160;– sezione monografica del n. XLII(3) 2024 coordinata da Vania Brino (Università Ca’ Foscari) Anna Carreri e Alberto Mattei (Università di Verona) I cambiamenti dell’organizzazione del lavoro,&#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/it_it/call-for-proposal-esr-xlii3-2024-il-valore-del-tempo-dentro-e-fuori-gli-ambienti-di-lavoro/">Call for proposal ESR XLII(3) 2024. Il valore del tempo dentro e fuori gli ambienti di lavoro.</a> proviene da <a href="https://ireser.it/it_it">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>economia e società regionale&nbsp;</em>– sezione monografica del n. XLII(3) 2024 coordinata da Vania Brino (Università Ca’ Foscari) Anna Carreri e Alberto Mattei (Università di Verona)</p>



<p>I cambiamenti dell’organizzazione del lavoro, legati alla transizione digitale, a cui il periodo pandemico ha dato un’accelerazione, e all’evoluzione di alcune professioni e aree del mercato, dal lavoro terziario alla manifattura, stanno dando forma a plurimi ed inediti schemi spazio-temporali del lavoro in diversi ambiti organizzativi con conseguenze che restano da esplorare (Eurofound, 2023). Si pensi ad esempio alle esperienze di&nbsp;<em>smart working</em>, lavoro da remoto e settimana corta nel lavoro dipendente, ma anche ad altre forme ibride di gestione spazio-temporale presenti nel lavoro autonomo e nel lavoro on demand per arrivare sino al nomadismo digitale.</p>



<p>La rottura di un tempo-spazio unico per il lavoro (la fabbrica prima, l’ufficio poi) implica il ridisegno dell’intero processo del lavoro sia dal punto di vista organizzativo che personale: le imprese sono chiamate a costruire nuovi sistemi di sorveglianza e modelli di leadership, i lavoratori e le lavoratrici a riarticolare il contenuto stesso dell’autonomia, del controllo e le routine e le pratiche di conciliazione vita-lavoro (Bertolini et al., 2022; Inapp, 2022; Osservatorio Smart Working, 2022; Peruzzi e Sacchetto, 2021). Il tempo e lo spazio si stanno sempre più configurando come dimensioni dirimenti non solo per la progettazione organizzativa e personale, ma anche per la cultura delle organizzazioni e del lavoro, aprendo la strada ad una nuova fase di regolazione del lavoro e potenzialmente ad un rinnovato conflitto sociale sul tempo di lavoro e lo spazio di lavoro non scevro del rischio di produrre diseguaglianze sociali (Ponzellini, 2020; Romens et al., 2022).</p>



<p>Indagando le recenti esperienze di alcuni colossi come Intesa San Paolo, Luxottica e Lamborghini, emerge chiaramente un cambio di passo, se così possiamo definirlo, nella progettazione di modelli organizzativi funzionali a promuovere nuove forme di flessibilità in una prospettiva che mette a sistema le istanze economiche delle imprese con la dimensione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Queste nuove traiettorie organizzative trovano nella rivalutazione del fattore tempo, dentro e fuori i confini dell’impresa, il loro orizzonte di senso.</p>



<p>La qualità della vita lavorativa costituisce una variabile-chiave nell’indirizzare le strategie individuali del tempo e suggerisce come una politica del tempo vada integrata con un intervento sulla qualità del contenuto del lavoro, se si vogliono evitare le conseguenze negative per i dipendenti e per le organizzazioni di un lavoro alienato e compattato in un tempo di lavoro che, per quanto ridotto possa essere, non appartiene a chi lo vive e si contrappone al tempo di vita.</p>



<p>La riflessione che si propone in questo numero monografico, di matrice interdisciplinare, intende delineare le sfide che i nuovi modelli di organizzazione, in particolare con riferimento al tempo di lavoro, pongono ai sistemi giuridici, sociali ed economici. La Special Issue offre un contesto per ripensare e porre al centro la chiave di lettura spazio-temporale per l’analisi del ridisegno del processo di lavoro (e della sua articolazione con il non-lavoro), dei nuovi modelli organizzativi e della regolazione del lavoro.</p>



<p>Per una compiuta analisi dei temi evidenziati risulta essenziale adottare un approccio interdisciplinare, qui inteso come presupposto necessario per comprendere le molteplici sfaccettature e complessità del tema oggetto della Call for paper.</p>



<p>Sono accolti quindi contributi sia teorici che empirici (quantitativi e/o qualitativi), di diverse discipline e che utilizzano approcci teorici diversi.</p>



<p>La Special Issue prende in esame opportunità e implicazioni della ridefinizione dei tempi di lavoro, con particolare attenzione ai seguenti profili:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>schemi innovativi di organizzazione spazio-temporale del lavoro, anche in relazione al ruolo della tecnologia</li><li>tempi e spazi come dimensioni emergenti della qualità del lavoro (es. nelle relazioni con le dimensioni dell’autonomia, del controllo, della conciliazione vita-lavoro, etc.);</li><li>soggettività e riconfigurazione dei tempi e degli spazi del lavoro e della vita (interpretazioni, adattamenti, preferenze, strategie)</li><li>implicazioni sulle dinamiche di relazioni sindacali e sulla contrattazione collettiva</li><li>impatto sulla fidelizzazione/engagement di chi lavora: potenzialità e rischi</li><li>nuovi strumenti e tecniche di conciliazione</li><li>tempo di lavoro e istituti retributivi</li><li>il benessere lavorativo e le sue ricadute sulla vita di lavoratori e lavoratrici e sull’organizzazione</li></ul>



<p><strong>Anche altre declinazioni, proposte dai/lle partecipanti in risposta alla&nbsp;<em>Call</em>, verranno prese in considerazione purché attinenti alla tematica generale indicata</strong>.</p>



<p><a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2024/04/CALL-FOR-PROPOSALS_ESRXLII-3-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scarica il testo completo della call in .pdf</a></p>



<p><em><sup>(l&#8217;immagine in evidenza è stata creata con Canva)</sup></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/it_it/call-for-proposal-esr-xlii3-2024-il-valore-del-tempo-dentro-e-fuori-gli-ambienti-di-lavoro/">Call for proposal ESR XLII(3) 2024. Il valore del tempo dentro e fuori gli ambienti di lavoro.</a> proviene da <a href="https://ireser.it/it_it">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nuova call di Economia e Società Regionale</title>
		<link>https://ireser.it/it_it/la-nuova-call-di-economia-e-societa-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RedazioneIRES]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 09:01:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'ultima call]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ireser.it/?p=2309</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici e il rapporto tra relazioni industriali e democrazia è il tema del III fascicolo del 2023 della rivista quadrimestrale Economia e Società Regionale&#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/it_it/la-nuova-call-di-economia-e-societa-regionale/">La nuova call di Economia e Società Regionale</a> proviene da <a href="https://ireser.it/it_it">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La<strong> Partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici e il rapporto tra relazioni industriali e democrazia</strong> è il tema del III fascicolo del 2023 della rivista quadrimestrale Economia e Società Regionale curato da Ires Veneto, Ires Emilia-Romagna e Ires Toscana.</p>



<p>Scarica il <a href="https://ireser.it/wp-content/uploads/2023/10/CALL-FOR-ABSTRACT_ESR-n-3-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PDF della call</a> e la scheda per <a href="https://ireser.it/wp-content/uploads/2023/10/SCHEDA_ABSTRACT_ESR.doc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;invio delle proposte</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e relazioni industriali: la democrazia in questione</h3>



<p>economia e società regionale – sezione monografica del n. 3/2023 coordinata da<strong>&nbsp;Ires Veneto, Ires Emilia-Romagna, Ires Toscana</strong></p>



<p><br>Il tema della partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici alle decisioni delle imprese travalica i perimetri della democrazia aziendale investendo la democrazia tout court. Mentre infatti in Italia persiste il paradosso, già evidenziato da Bruno Trentin, secondo cui, nonostante gli avanzamenti in materia di negoziazione collettiva, il potere discrezionale del datore di lavoro nel determinare l’oggetto del lavoro e le sue regole nel quadro della subordinazione resta intatto (Trentin, 1997, p. 226), nuovi fattori esasperano su scala globale la tensione tra democrazia e produzione. Da un lato le nuove tecnologie produttive, come quelle algoritmiche, che automatizzano e opacizzano i processi decisionali e organizzativi (Casilli et al., 2019; Huws, 2017; Marrone, 2021; Quondamatteo, 2019); dall’altro la produzione impatta nocivamente sulla vita fino a minacciarne la sopravvivenza (Oreskes, Conway, 2010). A fronte dei rischi sociali ed ecologici che incombono sulla scena globale, le decisioni «su cosa, come e perché produrre beni e servizi» potrebbero essere troppo importanti per essere lasciate alle «piccole élite manageriali delle grandi aziende» (Dörre, 2022, p. 310).<br>In questo senso, il tema della partecipazione si riposiziona nel proprio ambito, quello delle relazioni industriali, a prescindere dai confini disciplinari e giuridici delineatisi in Italia (Leonardi, 2022), e non solo (Ferreras, 2017), nel corso del XX secolo. Prima, cioè, che gli Stati rinunciassero a parte della propria funzione di integrazione delle dimensioni della vita collettiva – compresa quella economica – delegando alle imprese la ridefinizione dell’interesse pubblico e collettivo non solo in materia di politica industriale, ma anche di educazione, sanità e coesione sociale (Dardot, Laval, 2013, p. 381). A questa prospettiva possono essere ricondotte le riflessioni avviatesi con il movimento democratizing work (Ferreras et al., 2020), così come le esigenze di un’economia più sostenibile sul piano ambientale (Leonardi, 2023) e sociale emerse attraverso i diversi movimenti di diserzione, dalle dimissioni di massa (Coin, 2023) al climate quitting, fino alle diverse forme di disimpegno, come il quite quitting.<br>Da un altro punto di vista, però, la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici resta in primo luogo una questione di regolazione del lavoro, con le sue ricadute in termini di benessere di chi lavora e di giustizia organizzativa (Elovainio et al., 2002), di applicazione dei dispositivi legislativi nazionali ed europei (si pensi alle Direttive Europee sui diritti di informazione e consultazione o al supporto reale e potenziale fornito alle rappresentanze dei lavoratori dal Decreto Trasparenza e dalla cosiddetta Direttiva sulla Due Diligence), di efficacia dell’azione di rappresentanza dei lavoratori ai fini della sindacalizzazione e di strategie sindacali (si pensi all’impatto dell’elezione di Rls in Just Eat) o anche in termini di autonomia e qualità del lavoro.<br>Con questa Call for abstract ci proponiamo di esplorare le due prospettive, quella che fa della partecipazione un fattore con potenzialità di allargamento delle relazioni industriali, così come quella che colloca la partecipazione nello schema più classico delle relazioni industriali. Sulla base di queste considerazioni, la Call invita a presentare riflessioni ed esperienze provenienti dal mondo della ricerca e dal mondo sindacale. Sarà rivolta particolare attenzione a interventi strutturati secondo i seguenti assi tematici:</p>



<p><br>1)<strong>&nbsp;Forme della partecipazione.&nbsp;</strong>Nell’ambito della democrazia industriale e non solo, la partecipazione ha assunto molteplici gradi di intensità, ovvero la capacità di influenzare i poteri decisionali del management in ambito strategico, amministrativo, organizzativo ed operativo (Carrieri et al., 2015). In senso lato, si può parlare di partecipazione anche nel caso di specifici modelli di impresa, come quello cooperativo basato sulla sovrapposizione tra proprietà e lavoro, così come di dispositivi organizzativi più o meno articolati e su scale diversificate di informazione e consultazione, dalla contrattazione ai diversi livelli, ai consigli di sorveglianza della cogestione tedesca fino ai CAE e ai Comitati globali, su scala internazionale. Cionondimeno non mancano proposte alternative, dall’azionariato popolare di GKN al bicameralismo di Isabelle Ferreras, forme più o meno inclusive e più o meno determinanti nei rapporti di potere. Questo asse raccoglierà saggi e interventi sui limiti e sulle opportunità delle esperienze in essere e su quelle possibili.</p>



<p>2)&nbsp;<strong>Oggetto della partecipazione.&nbsp;</strong>Come diversi studiosi hanno osservato, nonostante la Costituzione italiana faccia esplicito riferimento alla collaborazione dei lavoratori e delle lavoratrici alla gestione delle aziende, tale principio è stato per lo più ridotto alla consultazione in materia di situazione corrente e previsionale dell’occupazione, degli interventi per la salute e la sicurezza, dell’innovazione tecnologica, delle pari opportunità, della formazione professionale continua e del welfare integrativo. In questo asse sono attesi sia contributi che riflettano sulla possibile estensione degli oggetti della partecipazione, presentando esperienze e tentativi in questa direzione, sia contributi che mettano a fuoco le potenzialità delle relazioni industriali in senso tradizionale, in Italia e altrove, su scala locale e nazionale, aziendale e di settore.</p>



<p>3)&nbsp;<strong>Attori della partecipazione.</strong>&nbsp;Le nuove istanze, oltre a dilatare i confini degli oggetti su cui praticare la partecipazione, potrebbero anche allargare la platea dei soggetti e degli attori coinvolti. Ad esempio, iniziative di sito e aziendali potrebbero implicare lavoratori e lavoratrici esterni all’organizzazione, così come enti e soggetti chiamati in causa in qualità di cittadini e cittadine o semplici portatori di interesse. Questo asse si propone di raccogliere interventi che si interrogano sui perimetri della partecipazione, raccogliendo le esperienze e i tentativi di inclusione di soggetti nuovi, o anche esclusi fino ad oggi.</p>



<p>4)&nbsp;<strong>I livelli della partecipazione.</strong>&nbsp;La crescente pervasività e impatto della produzione oltre i confini aziendali impone anche alle relazioni industriali di costruirsi arene in grado di articolarsi su più piani rafforzando l’azione contrattuale e la mobilitazione in azienda e lungo la catena del valore o uscendo dalle aziende verso i territori (Burroni, Regalia, 2022), e organizzandosi direttamente e indirettamente anche a livello transnazionale attraverso strumenti partecipativi e negoziali (come ad esempio i Cae, Accordi Quadro Globali ed Europei) (Telljohann et al., 2009) e istituendo e formalizzando network transnazionali (come l’Alleanza Globale di Amazon) e rapporti di cooperazione più specifici (Bulgarelli, Telljohann 2022).</p>



<p><br>Anche altre declinazioni, proposte dai partecipanti in risposta alla Call, verranno prese in considerazione purché sempre attinenti alla tematica generale indicata.</p>



<p><br>Le proposte devono essere redatte come indicato nella scheda che trovate in fondo alla pagina e&nbsp;<strong>inviate entro il 20 novembre 2023&nbsp;</strong>all’indirizzo mail: esrcall@gmail.com.<br>Agli autori delle proposte selezionate&nbsp;<strong>verrà comunicato l’esito entro il 30 novembre 2023.</strong><br>I lavori selezionati dovranno essere consegnati nella versione definitiva (30.000 battute ca.)&nbsp;<strong>entro il 29 gennaio 2024.</strong></p>



<p><strong>Scarica il <a href="https://ireser.it/wp-content/uploads/2023/10/CALL-FOR-ABSTRACT_ESR-n-3-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PDF della call</a> e la scheda per <a href="https://ireser.it/wp-content/uploads/2023/10/SCHEDA_ABSTRACT_ESR.doc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;invio delle proposte</a>.</strong></p>



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<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/it_it/la-nuova-call-di-economia-e-societa-regionale/">La nuova call di Economia e Società Regionale</a> proviene da <a href="https://ireser.it/it_it">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
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