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	<title>L&#039;ultima call Archivi - IRES Emilia Romagna</title>
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	<description>Istituto Ricerche Economiche Sociali</description>
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	<title>L&#039;ultima call Archivi - IRES Emilia Romagna</title>
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		<title>Call for proposal ESR XLII(3) 2024. Il valore del tempo dentro e fuori gli ambienti di lavoro.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RedazioneIRES]]></dc:creator>
		<pubdate>Sun, 28 Apr 2024 13:15:03 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[L'ultima call]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>economia e società regionale&#160;– sezione monografica del n. XLII(3) 2024 coordinata da Vania Brino (Università Ca’ Foscari) Anna Carreri e Alberto Mattei (Università di Verona) I cambiamenti dell’organizzazione del lavoro,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/de/call-for-proposal-esr-xlii3-2024-il-valore-del-tempo-dentro-e-fuori-gli-ambienti-di-lavoro/">Call for proposal ESR XLII(3) 2024. Il valore del tempo dentro e fuori gli ambienti di lavoro.</a> proviene da <a href="https://ireser.it/de">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>economia e società regionale&nbsp;</em>– sezione monografica del n. XLII(3) 2024 coordinata da Vania Brino (Università Ca’ Foscari) Anna Carreri e Alberto Mattei (Università di Verona)</p>



<p>I cambiamenti dell’organizzazione del lavoro, legati alla transizione digitale, a cui il periodo pandemico ha dato un’accelerazione, e all’evoluzione di alcune professioni e aree del mercato, dal lavoro terziario alla manifattura, stanno dando forma a plurimi ed inediti schemi spazio-temporali del lavoro in diversi ambiti organizzativi con conseguenze che restano da esplorare (Eurofound, 2023). Si pensi ad esempio alle esperienze di&nbsp;<em>smart working</em>, lavoro da remoto e settimana corta nel lavoro dipendente, ma anche ad altre forme ibride di gestione spazio-temporale presenti nel lavoro autonomo e nel lavoro on demand per arrivare sino al nomadismo digitale.</p>



<p>La rottura di un tempo-spazio unico per il lavoro (la fabbrica prima, l’ufficio poi) implica il ridisegno dell’intero processo del lavoro sia dal punto di vista organizzativo che personale: le imprese sono chiamate a costruire nuovi sistemi di sorveglianza e modelli di leadership, i lavoratori e le lavoratrici a riarticolare il contenuto stesso dell’autonomia, del controllo e le routine e le pratiche di conciliazione vita-lavoro (Bertolini et al., 2022; Inapp, 2022; Osservatorio Smart Working, 2022; Peruzzi e Sacchetto, 2021). Il tempo e lo spazio si stanno sempre più configurando come dimensioni dirimenti non solo per la progettazione organizzativa e personale, ma anche per la cultura delle organizzazioni e del lavoro, aprendo la strada ad una nuova fase di regolazione del lavoro e potenzialmente ad un rinnovato conflitto sociale sul tempo di lavoro e lo spazio di lavoro non scevro del rischio di produrre diseguaglianze sociali (Ponzellini, 2020; Romens et al., 2022).</p>



<p>Indagando le recenti esperienze di alcuni colossi come Intesa San Paolo, Luxottica e Lamborghini, emerge chiaramente un cambio di passo, se così possiamo definirlo, nella progettazione di modelli organizzativi funzionali a promuovere nuove forme di flessibilità in una prospettiva che mette a sistema le istanze economiche delle imprese con la dimensione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Queste nuove traiettorie organizzative trovano nella rivalutazione del fattore tempo, dentro e fuori i confini dell’impresa, il loro orizzonte di senso.</p>



<p>La qualità della vita lavorativa costituisce una variabile-chiave nell’indirizzare le strategie individuali del tempo e suggerisce come una politica del tempo vada integrata con un intervento sulla qualità del contenuto del lavoro, se si vogliono evitare le conseguenze negative per i dipendenti e per le organizzazioni di un lavoro alienato e compattato in un tempo di lavoro che, per quanto ridotto possa essere, non appartiene a chi lo vive e si contrappone al tempo di vita.</p>



<p>La riflessione che si propone in questo numero monografico, di matrice interdisciplinare, intende delineare le sfide che i nuovi modelli di organizzazione, in particolare con riferimento al tempo di lavoro, pongono ai sistemi giuridici, sociali ed economici. La Special Issue offre un contesto per ripensare e porre al centro la chiave di lettura spazio-temporale per l’analisi del ridisegno del processo di lavoro (e della sua articolazione con il non-lavoro), dei nuovi modelli organizzativi e della regolazione del lavoro.</p>



<p>Per una compiuta analisi dei temi evidenziati risulta essenziale adottare un approccio interdisciplinare, qui inteso come presupposto necessario per comprendere le molteplici sfaccettature e complessità del tema oggetto della Call for paper.</p>



<p>Sono accolti quindi contributi sia teorici che empirici (quantitativi e/o qualitativi), di diverse discipline e che utilizzano approcci teorici diversi.</p>



<p>La Special Issue prende in esame opportunità e implicazioni della ridefinizione dei tempi di lavoro, con particolare attenzione ai seguenti profili:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>schemi innovativi di organizzazione spazio-temporale del lavoro, anche in relazione al ruolo della tecnologia</li><li>tempi e spazi come dimensioni emergenti della qualità del lavoro (es. nelle relazioni con le dimensioni dell’autonomia, del controllo, della conciliazione vita-lavoro, etc.);</li><li>soggettività e riconfigurazione dei tempi e degli spazi del lavoro e della vita (interpretazioni, adattamenti, preferenze, strategie)</li><li>implicazioni sulle dinamiche di relazioni sindacali e sulla contrattazione collettiva</li><li>impatto sulla fidelizzazione/engagement di chi lavora: potenzialità e rischi</li><li>nuovi strumenti e tecniche di conciliazione</li><li>tempo di lavoro e istituti retributivi</li><li>il benessere lavorativo e le sue ricadute sulla vita di lavoratori e lavoratrici e sull’organizzazione</li></ul>



<p><strong>Anche altre declinazioni, proposte dai/lle partecipanti in risposta alla&nbsp;<em>Call</em>, verranno prese in considerazione purché attinenti alla tematica generale indicata</strong>.</p>



<p><a href="https://iresveneto.it/wp-content/uploads/2024/04/CALL-FOR-PROPOSALS_ESRXLII-3-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scarica il testo completo della call in .pdf</a></p>



<p><em><sup>(l&#8217;immagine in evidenza è stata creata con Canva)</sup></em></p><p>L'articolo <a href="https://ireser.it/de/call-for-proposal-esr-xlii3-2024-il-valore-del-tempo-dentro-e-fuori-gli-ambienti-di-lavoro/">Call for proposal ESR XLII(3) 2024. Il valore del tempo dentro e fuori gli ambienti di lavoro.</a> proviene da <a href="https://ireser.it/de">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
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		<title>La nuova call di Economia e Società Regionale</title>
		<link>https://ireser.it/de/la-nuova-call-di-economia-e-societa-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RedazioneIRES]]></dc:creator>
		<pubdate>Tue, 17 Oct 2023 09:01:45 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[L'ultima call]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici e il rapporto tra relazioni industriali e democrazia è il tema del III fascicolo del 2023 della rivista quadrimestrale Economia e Società Regionale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ireser.it/de/la-nuova-call-di-economia-e-societa-regionale/">La nuova call di Economia e Società Regionale</a> proviene da <a href="https://ireser.it/de">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> Partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici e il rapporto tra relazioni industriali e democrazia</strong> è il tema del III fascicolo del 2023 della rivista quadrimestrale Economia e Società Regionale curato da Ires Veneto, Ires Emilia-Romagna e Ires Toscana.</p>



<p>Scarica il <a href="https://ireser.it/wp-content/uploads/2023/10/CALL-FOR-ABSTRACT_ESR-n-3-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PDF della call</a> e la scheda per <a href="https://ireser.it/wp-content/uploads/2023/10/SCHEDA_ABSTRACT_ESR.doc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;invio delle proposte</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e relazioni industriali: la democrazia in questione</h3>



<p>economia e società regionale – sezione monografica del n. 3/2023 coordinata da<strong>&nbsp;Ires Veneto, Ires Emilia-Romagna, Ires Toscana</strong></p>



<p><br>Il tema della partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici alle decisioni delle imprese travalica i perimetri della democrazia aziendale investendo la democrazia tout court. Mentre infatti in Italia persiste il paradosso, già evidenziato da Bruno Trentin, secondo cui, nonostante gli avanzamenti in materia di negoziazione collettiva, il potere discrezionale del datore di lavoro nel determinare l’oggetto del lavoro e le sue regole nel quadro della subordinazione resta intatto (Trentin, 1997, p. 226), nuovi fattori esasperano su scala globale la tensione tra democrazia e produzione. Da un lato le nuove tecnologie produttive, come quelle algoritmiche, che automatizzano e opacizzano i processi decisionali e organizzativi (Casilli et al., 2019; Huws, 2017; Marrone, 2021; Quondamatteo, 2019); dall’altro la produzione impatta nocivamente sulla vita fino a minacciarne la sopravvivenza (Oreskes, Conway, 2010). A fronte dei rischi sociali ed ecologici che incombono sulla scena globale, le decisioni «su cosa, come e perché produrre beni e servizi» potrebbero essere troppo importanti per essere lasciate alle «piccole élite manageriali delle grandi aziende» (Dörre, 2022, p. 310).<br>In questo senso, il tema della partecipazione si riposiziona nel proprio ambito, quello delle relazioni industriali, a prescindere dai confini disciplinari e giuridici delineatisi in Italia (Leonardi, 2022), e non solo (Ferreras, 2017), nel corso del XX secolo. Prima, cioè, che gli Stati rinunciassero a parte della propria funzione di integrazione delle dimensioni della vita collettiva – compresa quella economica – delegando alle imprese la ridefinizione dell’interesse pubblico e collettivo non solo in materia di politica industriale, ma anche di educazione, sanità e coesione sociale (Dardot, Laval, 2013, p. 381). A questa prospettiva possono essere ricondotte le riflessioni avviatesi con il movimento democratizing work (Ferreras et al., 2020), così come le esigenze di un’economia più sostenibile sul piano ambientale (Leonardi, 2023) e sociale emerse attraverso i diversi movimenti di diserzione, dalle dimissioni di massa (Coin, 2023) al climate quitting, fino alle diverse forme di disimpegno, come il quite quitting.<br>Da un altro punto di vista, però, la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici resta in primo luogo una questione di regolazione del lavoro, con le sue ricadute in termini di benessere di chi lavora e di giustizia organizzativa (Elovainio et al., 2002), di applicazione dei dispositivi legislativi nazionali ed europei (si pensi alle Direttive Europee sui diritti di informazione e consultazione o al supporto reale e potenziale fornito alle rappresentanze dei lavoratori dal Decreto Trasparenza e dalla cosiddetta Direttiva sulla Due Diligence), di efficacia dell’azione di rappresentanza dei lavoratori ai fini della sindacalizzazione e di strategie sindacali (si pensi all’impatto dell’elezione di Rls in Just Eat) o anche in termini di autonomia e qualità del lavoro.<br>Con questa Call for abstract ci proponiamo di esplorare le due prospettive, quella che fa della partecipazione un fattore con potenzialità di allargamento delle relazioni industriali, così come quella che colloca la partecipazione nello schema più classico delle relazioni industriali. Sulla base di queste considerazioni, la Call invita a presentare riflessioni ed esperienze provenienti dal mondo della ricerca e dal mondo sindacale. Sarà rivolta particolare attenzione a interventi strutturati secondo i seguenti assi tematici:</p>



<p><br>1)<strong>&nbsp;Forme della partecipazione.&nbsp;</strong>Nell’ambito della democrazia industriale e non solo, la partecipazione ha assunto molteplici gradi di intensità, ovvero la capacità di influenzare i poteri decisionali del management in ambito strategico, amministrativo, organizzativo ed operativo (Carrieri et al., 2015). In senso lato, si può parlare di partecipazione anche nel caso di specifici modelli di impresa, come quello cooperativo basato sulla sovrapposizione tra proprietà e lavoro, così come di dispositivi organizzativi più o meno articolati e su scale diversificate di informazione e consultazione, dalla contrattazione ai diversi livelli, ai consigli di sorveglianza della cogestione tedesca fino ai CAE e ai Comitati globali, su scala internazionale. Cionondimeno non mancano proposte alternative, dall’azionariato popolare di GKN al bicameralismo di Isabelle Ferreras, forme più o meno inclusive e più o meno determinanti nei rapporti di potere. Questo asse raccoglierà saggi e interventi sui limiti e sulle opportunità delle esperienze in essere e su quelle possibili.</p>



<p>2)&nbsp;<strong>Oggetto della partecipazione.&nbsp;</strong>Come diversi studiosi hanno osservato, nonostante la Costituzione italiana faccia esplicito riferimento alla collaborazione dei lavoratori e delle lavoratrici alla gestione delle aziende, tale principio è stato per lo più ridotto alla consultazione in materia di situazione corrente e previsionale dell’occupazione, degli interventi per la salute e la sicurezza, dell’innovazione tecnologica, delle pari opportunità, della formazione professionale continua e del welfare integrativo. In questo asse sono attesi sia contributi che riflettano sulla possibile estensione degli oggetti della partecipazione, presentando esperienze e tentativi in questa direzione, sia contributi che mettano a fuoco le potenzialità delle relazioni industriali in senso tradizionale, in Italia e altrove, su scala locale e nazionale, aziendale e di settore.</p>



<p>3)&nbsp;<strong>Attori della partecipazione.</strong>&nbsp;Le nuove istanze, oltre a dilatare i confini degli oggetti su cui praticare la partecipazione, potrebbero anche allargare la platea dei soggetti e degli attori coinvolti. Ad esempio, iniziative di sito e aziendali potrebbero implicare lavoratori e lavoratrici esterni all’organizzazione, così come enti e soggetti chiamati in causa in qualità di cittadini e cittadine o semplici portatori di interesse. Questo asse si propone di raccogliere interventi che si interrogano sui perimetri della partecipazione, raccogliendo le esperienze e i tentativi di inclusione di soggetti nuovi, o anche esclusi fino ad oggi.</p>



<p>4)&nbsp;<strong>I livelli della partecipazione.</strong>&nbsp;La crescente pervasività e impatto della produzione oltre i confini aziendali impone anche alle relazioni industriali di costruirsi arene in grado di articolarsi su più piani rafforzando l’azione contrattuale e la mobilitazione in azienda e lungo la catena del valore o uscendo dalle aziende verso i territori (Burroni, Regalia, 2022), e organizzandosi direttamente e indirettamente anche a livello transnazionale attraverso strumenti partecipativi e negoziali (come ad esempio i Cae, Accordi Quadro Globali ed Europei) (Telljohann et al., 2009) e istituendo e formalizzando network transnazionali (come l’Alleanza Globale di Amazon) e rapporti di cooperazione più specifici (Bulgarelli, Telljohann 2022).</p>



<p><br>Anche altre declinazioni, proposte dai partecipanti in risposta alla Call, verranno prese in considerazione purché sempre attinenti alla tematica generale indicata.</p>



<p><br>Le proposte devono essere redatte come indicato nella scheda che trovate in fondo alla pagina e&nbsp;<strong>inviate entro il 20 novembre 2023&nbsp;</strong>all’indirizzo mail: esrcall@gmail.com.<br>Agli autori delle proposte selezionate&nbsp;<strong>verrà comunicato l’esito entro il 30 novembre 2023.</strong><br>I lavori selezionati dovranno essere consegnati nella versione definitiva (30.000 battute ca.)&nbsp;<strong>entro il 29 gennaio 2024.</strong></p>



<p><strong>Scarica il <a href="https://ireser.it/wp-content/uploads/2023/10/CALL-FOR-ABSTRACT_ESR-n-3-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PDF della call</a> e la scheda per <a href="https://ireser.it/wp-content/uploads/2023/10/SCHEDA_ABSTRACT_ESR.doc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;invio delle proposte</a>.</strong></p>



<p></p><p>L'articolo <a href="https://ireser.it/de/la-nuova-call-di-economia-e-societa-regionale/">La nuova call di Economia e Società Regionale</a> proviene da <a href="https://ireser.it/de">IRES Emilia Romagna</a>.</p>
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